La locandina

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sabato 5 settembre 2015

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Siamo a Roma nel 1913, nella piccola sartoria di Antonia Rupetti.
È da poco finita la guerra di Libia in cui Antonia ha perso il marito e in città si sta terminando l’abbattimento delle mura di Testaccio. Il lavoro quotidiano nella sartoria si svolge serenamente tra le chiacchiere e i piccoli problemi delle sartine finché non avviene qualcosa che sconvolge la tranquilla, sia pur modesta, routine. È l’arroganza di chi crede si possa ottenere tutto ciò che si vuole sfruttando quel poco potere che possiede. Che fare contro questa prepotenza che sta per rovinare la vita di Antonia e delle sue apprendiste? Ci vorrebbe un miracolo!

giovedì 3 settembre 2015

Documenti storici

Brani tratti da: “Memorie dell’antico nel paesaggio pre-industriale della via Ostiense: rinvenimenti archeologici e demolizioni fra otto e novecento


Sotto la Giunta Nathan (1907-1913) si accelera il processo di urbanizzazione ed industrializzazione del quartiere (…) È in questo periodo che, in nome della modernizzazione e del benessere economico, si compie la demolizione di un tratto di oltre 200 metri delle mura Aureliane per consentire la realizzazione del nuovo raccordo ferroviario fra Roma Termini e Roma Ostiense (…) In un’accorata lettera di protesta contro l’abbattimento delle mura di Testaccio Giuseppe Gatti sollecita l’intervento del sindaco contro lo scempio perpetrato: «...La distruzione di circa 200 metri del recinto imperiale Aureliano nel tratto suo più conservato, compiuta quasi clandestinamente senza che il Ministro dell’Istruzione, né il Comune proprietario delle mura stesse, né la sua Commissione archeologica ne abbiano avuto sentore, è fatto così grave, e costituisce un precedente così disastroso per la conservazione dei monumenti di Roma, che noi invochiamo tutta l’autorità del nostro Presidente perché chi ne ha colpa, ne porti anche il biasimo davanti al pubblico. La distruzione in parola è stata compiuta nel tratto delle mura che forma testata sulla sponda sinistra del Tevere, a valle del Mattatoio Comunale: e si sono abbattuti oltre a duecento metri col pretesto del passaggio di tre soli TRE BINARI della ferrovia di congiungimento con la linea del Trastevere! una parte del tratto è già completamente abbattuta, l’altra è stata demolita fino al piano dell’ordinato stradale, in modo da essere interamente sepolta sotto il nuovo terrapieno»